Da quando la pandemia di COVID-19 ha portato i ristoranti in strada– con tanto di goffi“tendoni”e tutto il resto – mangiare all’aperto è diventato parte integrante della cultura di New York.
Anche se mangiare all’aperto non era certo una novità all’epoca, le circostanze senza precedenti del 2020 hanno trasformato il rapporto della città con i marciapiedi e le strade, inaugurando un’era completamente nuova fatta di tavolini sul ciglio della strada, vie pedonali, spazi riscaldati e ristoranti che si espandono ben oltre le loro quattro mura.
Da allora, mangiare all’aperto è rimasto un argomento di acceso dibattito tra i newyorkesi. Ci sono state domande su tutto, dalla sicurezza e dall’aspetto delle strutture lungo la strada all’igiene, ai parcheggi e al fatto che i ristoranti debbano essere obbligati a smantellare tutto una volta che i mesi più caldi giungono al termine.
Ma nonostante il dibattito sui padiglioni dell’era pandemica, una cosa è diventata chiara: mangiare all’aperto non è più solo un esperimento temporaneo a New York.
Ora, dopo anni di cambiamenti normativi e discussioni sul suo futuro, la ristorazione all’aperto sta per subire un importante aggiornamento.
Una nuova legge firmata dal sindaco Zohran Mamdanipermetterà ai ristoranti di New York di mantenere le loro postazioni all’aperto tutto l’anno, invece di limitarle ai mesi più caldi — riportando potenzialmente, e in modo ancora più massiccio, la vivace cultura dei tavolini sui marciapiedi a cui i newyorkesi si sono abituati durante la pandemia.

La storia dei ristoranti all’aperto
Il moderno programma di ristorazione all’aperto di New York è nato da una necessità di emergenza nella primavera del 2020.
Concepito come un’ancora di salvezza per un settore della ristorazione in difficoltà, costretto a operare con rigidi limiti di capienza al chiuso, il programma Open Restaurants ha sospeso decenni di rigide norme urbanistiche. Al suo apice, quasi 12.000 locali nei cinque distretti hanno allestito tettoie sulla carreggiata e si sono espansi sui marciapiedi.
Quando l’ex sindaco Eric Adams ha firmato il quadro normativo permanente“Dining Out NYC”, sono state stabilite rigide linee guida stagionali: gli allestimenti sulle strade devono essere completamente smantellati dal 30 novembre al 31 marzo di ogni anno.
La partecipazione è crollata a circa 1.400 locali a causa degli altissimi costi di manodopera e stoccaggio legati allo smantellamento e alla ricostruzione annuale di strutture in legno a grandezza naturale lungo il ciglio della strada.

Il dibattito
Mentre molti newyorkesi hanno accolto con entusiasmo la ristorazione di strada in stile europeo, le strutture temporanee sono diventate rapidamente un punto nevralgico del dibattito nella comunità:
- Igiene e qualità della vita: gli oppositori hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle infestazioni di ratti sotto le piattaforme fisse, all’accumulo di rifiuti, alle lamentele per il rumore fino a tarda notte e alla perdita di posti auto lungo la strada.
- Redditività aziendale: i proprietari dei ristoranti hanno sostenuto che costringerli a smantellare le loro strutture ogni inverno fosse proibitivamente costoso. Molti hanno riferito di spendere decine di migliaia di dollari ogni anno solo per smontare, immagazzinare e ricostruire le stesse identiche piattaforme per i tavoli all’aperto.
- Accessibilità e spazio: urbanisti e sostenitori dei pedoni si sono scontrati su come bilanciare lo spazio pubblico lungo i marciapiedi tra l’uso privato dei ristoranti, i parcheggi, le zone di carico e scarico e i percorsi pedonali.

La nuova legge
Il sindaco Zohran Mamdani ha firmato una nuova legge del Consiglio comunale (promossa dal consigliere Lincoln Restler) che ripristina ufficialmente la possibilità di mangiare all’aperto sulle strade di tutta New York per tutto l’anno.
- Accesso alla strada tutto l’anno: elimina l’obbligo di smantellamento stagionale da novembre a marzo.
- Limiti del coprifuoco: tutti i servizi all’aperto devono cessare rigorosamente entro le 23:00 di ogni giorno.
- Regole per l’adattamento invernale: Consente l’uso di materiali resistenti alle intemperie per tenere al caldo i clienti durante i mesi più freddi.
- Conformità alle norme infrastrutturali: le strutture non devono ostruire idranti antincendio, pozzetti di raccolta o chiusini.
- Requisiti di progettazione standardizzati: il Dipartimento dei Trasporti di New York (DOT) ha il compito di creare progetti standardizzati, più robusti e visivamente puliti che i ristoranti possano mantenere in sicurezza anche durante le tempeste invernali.

Cosa significa questo per i newyorkesi e i proprietari di ristoranti
Per i proprietari di ristoranti, l’abolizione dell’obbligo annuale di smantellamento riduce drasticamente i costi operativi.
Invece di spendere soldi per lo stoccaggio stagionale e la ricostruzione, le attività possono investire in soluzioni di riscaldamento durevoli, posti a sedere al coperto e miglioramenti estetici che servano i clienti 365 giorni all’anno.
Per i clienti dei ristoranti locali e i quartieri, la legge segna un ritorno in grande stile delle attività a livello della strada durante i mesi freddi.
Insieme all’orario limite delle 23:00, pensato per ridurre il rumore notturno nei quartieri, le strade di New York sono pronte a ritrovare quel vivace panorama urbano introdotto durante la pandemia, stabilendo al contempo limiti chiari e applicabili a lungo termine.