Mangiare fuori a New York City spesso comporta una spesa notevole, ma a sole due ore dalla città una leggenda del rock serve pasti di tre portate senza mai chiedere il conto.
Nel 2011, Jon Bon Jovi e sua moglie, Dorothea Bongiovi, hanno fondato JBJ Soul Kitchen. L’obiettivo era semplice: combattere l’insicurezza alimentare assicurandosi che nessuno dovesse scegliere tra un pasto caldo e il pagamento di altre spese.
Oggi, il progetto si è evoluto da una singola piccola sala da pranzo a un movimento con diverse sedi che combatte la fame nascosta.
Ecco un po’ di storia su come è nata la JBJ Soul Kitchen e l’incredibile impatto che sta avendo oggi.
Un ristorante che funziona grazie alla generosità, non ai prezzi
Istituito dalla Jon Bon Jovi Soul Foundation, il primo JBJ Soul Kitchen ha aperto a Red Bank, nel New Jersey, nell’ottobre 2011 con soli 33 coperti.
Basato su un modello unico di ristorazione comunitaria, il ristorante ha eliminato completamente i prezzi fissi dei menu per sradicare lo stigma associato alle mense per i bisognosi.
Come funziona il modello “paga quanto puoi”
Chi non può pagare può gustare un pasto caldo preparato dallo chef mentre scopre le opportunità di volontariato.
Nel frattempo, agli ospiti che pagano viene chiesto di fare una donazione in base alle proprie possibilità, coprendo così di fatto il costo del pasto per i vicini bisognosi.
Tutti si siedono agli stessi tavoli, mangiando esattamente lo stesso cibo, indipendentemente dalla loro situazione economica.
Cosa c’è nel menu?
JBJ Soul Kitchen funziona come un ristorante di alto livello, puntando su pasti sani e biologici ispirati alla cucina regionale americana.
Dato che il ristorante utilizza ingredienti di provenienza locale – alcuni dei quali provengono direttamente dal loro orto proprio davanti al locale – il menu cambia ogni due settimane.
Ogni ospite viene deliziato con un pasto di tre portate:
- Antipasto: a scelta tra zuppa fresca o insalata
- Antipasto: a scelta tra pesce, carne o un’opzione vegetariana (tra i piatti proposti ci sono il lombo di maiale autunnale, il merluzzo in crosta di pistacchi, il chili di tacchino con spezie Soul e i peperoni ripieni in stile taco vegetariano)
- Dessert: un dolce appena fatto o frutta di stagione
- Nota: i pasti per bambini sono sempre disponibili
L’espansione nei campus universitari e il raggiungimento di 250.223 pasti
Oggi, JBJ Soul Kitchen si è trasformata in un punto di riferimento fondamentale per la comunità.
L’iniziativa continua a soddisfare una domanda in crescita, superando di recente il traguardo dei 250.000 pasti serviti in tutte le sue sedi, con una ripartizione storica di circa il 59% dei pasti ottenuti grazie al volontariato e il 41% pagati con donazioni.
L’evoluzione più significativa della missione del ristorante è avvenuta nel gennaio 2020, quando la fondazione ha aperto una sede proprio nel campus della Rutgers University–Newark.
L’espansione ha puntato a una crisi crescente, ma spesso invisibile: quella degli studenti universitari che devono far quadrare le spese per le tasse universitarie, l’alloggio e il sostentamento, mentre faticano a permettersi pasti regolari e nutrienti.
A cinque anni dal lancio dell’iniziativa nel campus, la sola sede di Rutgers–Newark ha servito più di 14.000 pasti a studenti, docenti e vicini.
Come visitarlo e sostenerlo
Se vuoi sostenere il ristorante senza dover fare il viaggio fino nel New Jersey, puoi fare una donazione online per sostenere il modello “pay-it-forward” della fondazione.
Se hai intenzione di andarci di persona, ecco cosa devi sapere:
- Cosa: JBJ Soul Kitchen
- Sedi:
- Orari: variano a seconda della sede
- Prenotazioni: non servono. Gli ospiti sono accolti in base all’ordine di arrivo
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